Lorenzo, o come lo dicevan tutti, Renzo
Lo so che appare un incipit scontato, ma per davvero lo zio Renzo, come lo chiamavano tutti, era Lorenzo all’anagrafe come il Tramaglino di Don Lisander, il Manzoni dei Promessi sposi. Nato nella bassa Lomellina, cresciuto in una famiglia contadina lo zio Renzo era riuscito ad affrancarsi dal lavoro nei campi per approdare alla professione di "lustron" lucidatore di mobili, in un periodo nel quale questo mestiere era ancora del tutto manuale e affidato alla perizia di artigiani che si tramandavano di generazione in generazione il segreto della gommalacca, dello spirito e del tampone di straccio. Lo zio Renzo aveva fatto la Seconda Guerra in Africa come bersagliere ciclista, aveva ancora il casco piumato con il ciuffo di lustre penne di gallo che mostrava con un sospetto luccichio negli occhi chiari, di un colore così trasparente e cangiante da parere ora grigi ora verdi. Di quella esperienza bellica non conservava un buon ricordo, fatto prigioniero dalle truppe ingle...